Psoriasi e Intestino: la relazione non più segreta!

Quel che c’è di più profondo nell’uomo è la pelle.

Paul Valéry

Così scriveva Paul Valéry, il grande scrittore francese e non aveva ancora letto gli ultimi studi sulle correlazioni tra intestino, microbiota e malattie cutanee!

Tutti abbiamo sentito nominare almeno una volta l’ormai nota “sindrome dell’intestino irritabile” e qualcuno di noi sicuramente ne sperimenta anche i sintomi, tuttavia, pochi sanno che l’intestino, oltre che irritabile, può diventare anche permeabile!

Che cosa si intende per sindrome da intestino permeabile?

In alcune circostanze, con cause differenti, accade che la permeabilità intestinale aumenta, consentendo così anche a tossine o batteri di oltrepassare la barriera intestinale ed entrare nel circolo sanguigno.

Questa alterazione, anche definita come “sindrome dell’intestino permeabile”, ha un impatto significativo sulle funzionalità del tratto gastrointestinale e su tutto il corpo nel suo insieme.

La metafora idraulica forse non è tra le più gradevoli, ma a tale proposito, trovo molto interessante la definizione inglese di “leaky gut”, che esprime perfettamente l’idea di un tubo “che perde” e drena verso l’esterno cio’ che invece dovrebbe rimanere al suo interno.

Ma che relazione ha la permeabilità intestinale con la psoriasi?

Sebbene la sindrome dell’intestino permeabile non sia riconosciuta come una patologia a sé stante, le alterazioni della membrana intestinale sono state collegate a una serie di malattie croniche e autoimmuni, tra cui, ad esempio, l’obesità, il diabete di tipo 1 e la celiachia.

Nel momento in cui batteri, tossine e altre sostanze nocive, hanno libero accesso al nostro flusso sanguigno, oltrepassando la barriera intestinale, si creano una serie di processi infiammatori che vanno a sollecitare il nostro sistema immunitario e possono sfociare in diversi tipi di sintomi e malattie, tra cui anche patologie autoimmuni come la psoriasi.

Nonostante alcune persone possano presentare una predisposizione genetica a sviluppare la psoriasi, questa eventualità rappresenta solo una piccola minoranza dei casi, infatti meno del 10% di coloro che sono geneticamente predisposti ad una malattia autoimmune, ne presenta effettivamente i sintomi.

Quello che invece sembrerebbe avere il maggiore impatto sullo sviluppo della malattia, sono i cosiddetti “fattori ambientali”: alimentazione, stile di vita, abuso di sostanze o farmaci, traumi, infezioni.

>Per questi motivi, alcuni ricercatori che hanno svolto studi sui processi gastrointestinali, hanno suggerito che la teoria che i fattori ambientali e genetici da soli possano portare a sviluppare malattie autoimmuni risulta incompleta. Invece, sembrano molto piu’ convinti dall’idea che una combinazione di genetica, disfunzione del sistema immunitario e fattori ambientali, accompagnata dalla presenza di una barriera intestinale più debole e permeabile e da una alterazione del microbiota intestinale (flora batterica), possa effettivamente svolgere un ruolo fondamentale nello sviluppo di alcune malattie croniche e autoimmuni.

Ma perchè la pelle?

La psoriasi è di fatto una patologia autoimmune di tipo infiammatorio sistemico.

Se è vero che l’intestino è il nostro organo immunologico più grande, con il suo bel 80% di cellule immunitarie al suo interno, è altrettanto vero che se si trova in una condizione di infiammazione o squilibrio, produce un vero e proprio cortocircuito che ha ripercussioni su tutti gli organi, inclusa la pelle.

Quando l’intestino diventa più permeabile, la flora intestinale si altera e tutti i processi digestivi e immunitari vengono compromessi, il nostro organismo deve trovare una “via di uscita” alternativa a quella intestinale, per espellere tossine e per manifestare l’infiammazione… ed ecco apparire le nostre chiazze di psoriasi!

Come si può intervenire ?

Ci sono molti studi che testano l’azione di antibiotici, probiotici ( in particolare Bifidobacterium infantis 35,624 e il Lactobacillus pentosus GMNL-77 hanno ridotto i livelli di infiammazione sistemica e attenuato i sintomi della psoriasi) e persino trapianto fecale, per riequilibrare il microbioma e ristabilire armonia nel cosiddetto “asse pelle-intestino”.

Naturalmente, il primissimo strumento che TUTTI abbiamo a disposizione per contrastare la disbiosi e iniziare a risanare le pareti dell’intestino è l’ALIMENTAZIONE:

Una dieta povera di zuccheri e alimenti pro-infiammatori, ma ricca di vegetali, fibre, antiossidanti, omega-3, vitamine ed oligoelementi è un ottimo punto di partenza per mettere innescare quei processi di autoguarigione di cui il nostro organismo è capace, se messo nelle condizioni di poterli attuare.

Un altro aspetto fondamentale, che non puo’ essere liquidato in maniera sbrigativa in fondo ad un articolo, ma che merita di essere sempre ricordato, è la GESTIONE DELLO STRESS.

A tale proposito sarebbe buona norma inserire all’interno della nostra routine di salute e benessere una qualsiasi pratica che ci possa aiutare a ridurre i livelli di stress e ansia, che spesso subiscono delle vere e proprie impennate, soprattutto nei momenti di riacutizzazione della malattia e di esacerbazione dei sintomi.

Ognuno di noi ha una risposta differente allo stress, e non solo, ciascuno di noi ha un concetto diverso di stress: quella che per me potrebbe rappresentare una situazione normale o di “ordinaria amministrazione”, per un’altro inidividuo potrebbe diventare un vero e proprio evento scatenante, che funge da trigger per l’innalzamento dei livelli di cortisolo (il cosiddetto “ormone dello stress”).

Allo stesso modo, anche il relax è percepito in maniera strettamente individuale, per questo, non tutti ci rilassiamo allo stesso modo e non esiste una soluzione preconfezionata che possa funzionare in egual misura per tutti.

La parola d’ordine quindi è BIO -INDIVDUALITÀ: prendere conscienza dei propri bisogni e cercare di soddisfarli in maniera allineata ai propri valori e rispettosa delle proprie sensazioni, ascoltando tanto il nostro corpo, quanto le nostre emozioni!

Fatte le dovute precisazioni, le pratiche che io mi sento di suggerire per chi convive con una malattia cronica come la psoriasi, sono, in generale, tutte quelle attività che possono donare un momento di leggerezza, di autentica presenza e di distacco dal rimuginare sulla malattia, sui suoi sintomi e sui disagi che essa provoca.

In particolare, trovo molto efficaci le passeggiate all’aria aperta, la meditazione, lo yoga (nel rispetto dei nostri limiti fisici e senza pretendere prestazioni acrobatiche), un bagno caldo detossificante e qualsiasi cosa che per noi rappresenti rilassamento e piacere.

Anche tenere un diario, il famoso “journaling”, rappresenta un metodo davvero efficace per dare sfogo a tutte le nostre emozioni, soprattuto quelle negative, come la sopraffazione, la frustrazione, il senso di impotenza e la rabbia, che molto spesso accompagnano le persone che si ritrovano ogni giorno ad affrontare le sfide che una patologia cronica presenta.

In conclusione: ora possiamo avere un quadro un pochino più chiaro sulla strettissima relazione tra intestino e pelle e capire meglio alcune dinamiche dello sviluppo di malattie autoimmuni come la psoriasi.

Quello che ho imparato, non solo con i miei studi, ma soprattutto, con la mia esperienza diretta, è che la psoriasi è solo la punta di un enorme iceberg e che per affrontarla bisogna lavorare in profondità, con un approccio OLISTICO che tenga conto del nostro essere in tutte le sue sfere e che non si limiti ad una miope visione di quello che compare sulla nostra pelle!!

Michela